Mese: Dicembre 2021

MADRE NATURA – 1 DI 100

La donna…..per forza di cose madre natura è donna, altrimenti si chiamava padre natura, credo.

Lo so, lo so, hai appena sorriso e sussurrato nella tua mente “che cazzata!!!!!”

Perché madre natura? Non ne ho idea!

Riflettiamo su alcuni aspetti principi.

La natura è una potenza senza fine…..

E’ in grado di abbagliarti con la propria bellezza: da un panorama mozzafiato, a una nuova vita, fino ad arrivare a “NON” dire: non ho parole per descrivere!

I colori, i suoni, gli odori compongono come il migliore dei compositori quell’istantanea che ci fa sussurrare: WOOW, come una fotografia!   

La natura è una potenza senza fine…..

E’ in grado di spaventare con la propria immensità: un ciclone, una marea, uno tsunami, un terremoto. Un fulmine silenzioso prima del boato, simile ad una strizzata d’occhio e un sorriso sbarazzino per ricordarti: ehi ricordati chi comanda!

Vi ricorda qualcosa? 

Mi ricorda tutte le donne, sia che venga ricoperto il ruolo di moglie, di madre, di amica, sotto a quelle vesti rimane pur sempre l’unica verità. 

Mi ricorda l’interprete di questa fotografia. Una donna moderna, ma che non rinnega le origini. Una donna in carriera ma pur sempre la padrona di casa. Una donna che si è dovuta adattare per per sopravvivere agli standard societari. Una donna con le proprie paure, ma che può mettere paura anche al peggior ostacolo.

Sono convinto, madre natura è la donna!

Al 99 %, l’uno per cento è sempre meglio tenerselo in tasca!

1di100…

Affrontare se stesso!

X

Questo libro rispecchia esattamente la mia stessa esperienza.
Come se lo avessi scritto di mio pugno e per questo motivo l’ho letto in pochissimo tempo.
Mi sono tornati alla mente tutti i fatti e tutti i vari sforzi che ho dovuto fare per superare il periodo di crisi.
Mesi di analisi, visite mediche. Ogni minimo doloretto pensavo: “Sto per morire. E’ un infarto. E’ un tumore.”
Non riuscivo nemmeno a deglutire per la paura di soffocare.
Anche io, prima di morire e rinascere, ero un robot mosso dalle stesse motivazioni che muovono la stragrande maggioranza delle persone.
Nel mio caso, l’elemento che ha scatenato la reazione e la soluzione del problema “mente” è stata
una semplice domanda che ho posto a me stesso:
“Vuoi continuare a vivere così, ansioso, ipocondriaco, con attacchi di panico, ucciso da sensi di colpa ? NO ??!! Allora fai qualcosa, reagisci.”
Non pensare mai: facile a dirsi, se penserai così avrai già perso.
REAGISCI !!!! Pensa che puoi uscirne. Trova la soluzione a te più congeniale.
Dipende solo ed esclusivamente da noi. Non deleghiamo solo a dottori e medicine la nostra vita e la risoluzione dei nostri problemi “mentali”,
la chiave per aprire la porta alle soluzioni è dentro di noi ma dobbiamo avere il coraggio di affrontare il nostro peggiore avversario:
NOI STESSI !!!
Queste esperienze, se affrontate con la dovuta consapevolezza, diventano un’arma potente per avanzare, evolvere.
La vita merita di essere vissuta anche e specialmente nei suoi momenti di difficoltà che, se ed una volta superati,
ti faranno capire che sono state solamente delle possibilità di crescita.
La paura della morte non ci evita di morire ma ci impedisce di vivere.
Buona lettura…..

LA BOZZA!

La creatività, questa brutta parola che anno dopo anno, generazione dopo generazione va scemando. Il nostro emisfero destro è stato surclassato della ripetizione
disfunzionale che questa società ci ha passato per la normalità. Ormai soltanto discutere delle abilità artistiche che ognuno di noi possiede è una perdita di tempo.
Perché? Perché bisogna essere produttivi, bisogna produrre i prodotti che la stessa società ci ha detto che dobbiamo possedere. Perché se possediamo siamo felici, se possediamo non siamo soli,
se possediamo facciamo parte di una comunità e ci sentiamo al sicuro. Oltretutto non è sufficiente possedere, per essere felici felici è necessario almeno possedere tre mezzi di comunicazione, 4 mezzi di spostamento, uno per ogni membro della famiglia. Ottanta paio di scarpe, un vestito all’occorrenza anche si quello adatto per andare a cagare.
Non possiamo lamentarci se il nostro emisero destro ormai è in letargo. Quando ormai gli unici desideri che riusciamo a desiderare sono questi prodotti! Quando questi prodotti non ci soddisfano più, perché
inevitabilmente arriva il momento che non era vero che questi prodotti ci avrebbero restituito la felicità! Beh a quel punto siamo fottuti, a quel punto diventiamo noi il prodotto, spostando il focus
su ciò che sempre questa società vorrebbe farci diventare, la perfezione. Per essere felici bisogna essere perfetti, bellissimi impeccabili. Devi essere come tutti e dire e fare tutto quello che dicono tutti.
Anche io ero cosi, perché apparire è un bene, esprimere i propri punti di vista è da cattivi. Se poi questi punti di vista sono differenti da quello che narra la nostra società, allora si va addirittura all’inferno.
Siamo diventati prodotti di un sistema ormai al collasso. Ci manca soltanto il codice a barre. A no abbiamo anche quello.

Creatività ti dedico queste due righe:

“povera creatività, povera!
è ‘intrinseca in noi, fa parte dell’essere vivo, è imprescindibile;
è pronta, aspetta in silenzio, non si lamenta;
è imprigionata, attende il suo turno;
è adulta già da piccoli;
si fa vedere alle prime armi, ma poi scompare;
a volte ti da una seconda possibilità, poi la terza, poi la quarta, poi la centesima!
perché è ciò che siamo, non può avercela con noi;
non la vediamo davanti ai nostri occhi, per giorni e giorni, per anni e anni, per vite e vite;
poi……
ne fai la conoscenza, è bellissima, ti fa commuovere!
tutto non ha più senso;
come ho fatto? per tutto questo tempo, come ho fatto?
è l’amante perfetta.
intimidisce per la suo vastezza, senza prepotenza;
è immensa con delicatezza;
c’è! e ci sarà per sempre, con noi o senza di noi;
riprenderai il centro del palco;
perché sei il centro di tutto!
perché sei il tutto!
perché sei la protagonista di queste vite!
perché sei il frontman o woman !
perché te la suoni e te la canti!
perché te lo puoi permettere!
perché sei!
sei formata da tre lettere con un unico scopo creare!
grazie creatività, grazie!”

TUTTO HA UN INIZIO!

Da dove nasce l’idea di questo sito?

L’idea di questo sito nasce subito dopo aver terminato la scrittura del mio libro “28/02/2019 HO CAPITO DI ESSERE UN ROBOT“. Libro in cui narro senza filtri sicuramente, un’esperienza che mi ha cambiato totalmente.

“Si narra che “ma mi” suona male, ma chi l’ha deciso!”

Quindi: Ma Mi ha cambiato in positivo o in negativo? Cos’è giusto, il negativo o il positivo? Eppure entrambi fanno parte di questa esistenza, ed entrambi sono necessari in ogni costante. Comunque ce la sto mettendo tutta per arrivare ad un valore. Valore che sta nel mezzo!

Torniamo a noi, l’esperienza di cui parlo possiamo catalogarla all’interno della non categoria, una di quelle esperienze che non hanno una via di mezzo, che per forza di cose, distruggono per poi ricreare. Da quella esperienza ho deciso che non potevo far finta di nulla. Per questo ho voluto narrarla e per questo ho creato questo sito. Per far si che chiunque abbia voglia di lasciare un pezzetto di storia alla storia possa farlo. 

Il principale scopo rimane quello di dare sfogo alle proprie emozioni.

Il principale scopo è quello di poter compiere un semplice, piccolo ma immenso gesto.

Il principale scopo è aiutare tutti coloro che si trovano in un momento difficile. Come?

Scoprilo, cliccando su scoprilo!

SODDISFAZIONI!

Scrivere per la prima volta nella tua vita un libro e dopo qualche giorno dalla pubblicazione, viene scelto e recensito dalla redazione “IL MIO LIBRO”. Un saluto grande alla mia insegnante di italiano e ai sui quattro ormai automatici ad ogni mio tema. Scherzi a parte, una bella soddisfazione? Potrei dirvi è stata una gioia immensa, il mio cuore batteva, lo gridato ai mille venti, l’esperienza più bella della mia vita.

NO! Non è andata cosi. Posso dire che è stato gratificante, senza eccessi. Perché è ora che capiamo che i premi, gli obbiettivi, il voler arrivare, sono falsità. Sono maschere, scariche rapide di adrenalina, ripeto rapide. Possiamo si sgomitare, calpestaci gli uni con gli altri, affondare chi si trova al nostro fianco tutto per arrivare alla vetta. Per avere un premio, e sfamare la nostra sete. Cosi ci hanno insegnato, che esiste una vetta, che per arrivarci dobbiamo far sputare  sangue a chi ci ostacola, senza esclusione di colpi.

Ma siamo sicuri che esiste una vetta? Non ti dirò di non sgomitare, non ti dirò di non porti obbiettivi, anche perché parliamoci chiaro senza obiettivi che vita sarebbe? Senza un’obiettivo cosa dovrei fare?

VIVERE! Questa è la mia risposta!

Vivere racchiude tutto! Imparando a vivere non si ha più la necessità di dover per forza continuare a dissetarsi. Imparando a vivere le maschere calano, i valori e la semplicità sono il nostro premio. Imparando a vivere il cuore batte calmo, la mente non urla.

Imparando a vivere si inizia a vivere!

LEGGI LA RECENSIONE DELLA REDAZIONE IL MIO LIBRO:

https://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/scrivere/609967/non-dimenticare-di-volerti-bene-il-self-care-e-larte-di-amarsi/

DA DOVE NASCE!

Nasce da una serie di appunti, scritti ne momento in cui la necessità di sopravvivenza aveva preso il sopravvento. Tutto quello che mi era accaduto dal primo sintomo all’ultima incomprensione. Una terapia, questo è stato. Scrivere questi pensieri, queste frasi alleviavano all’instante il dolore che in quel momento mi accompagnava nelle giornate. Forse perché sapevo che un giorno avrebbero  attenuato qualche situazione spiacevole. Cominciai dai primi fastidi fisici, i sintomi, la loro ripetizione sistematica. Iniziai a tracciare tutti i puntini, puntini che iniziarono a mostrarmi un disegno. Disegno che inevitabilmente aveva soltanto un significato. Il significato di cui sto parlando non ha nulla a che vedere con il caso. Questi appunti si trasformarono in pagine, poi in capitoli. Capitoli con tanto di tiolo. Pia pianino, mettevo in ordine ogni parte del testo, come se stessi componendo un puzzle. “Questa frase la sposto qui, quest’altra è più adatta per questo capitolo”. Seguivo soltanto l’istinto, senza dover perdere tempo a riflettere se era corretto ciò che facevo. Arrivò la copertina tracciata a mano libera su un foglio di carta malmesso. Rimase per tre anni chiusa in una cassetto insieme a tutti gli appunti, sapevo nel profondo del cuore che un giorno sarebbero usciti e avrebbero preso vita. Il titolo del libro fu lui a proporsi , senza dubbio, senza incertezza. Era tutto molto chiaro in me, tutta la faccenda. Chiaro come il cielo può essere in una mattinata d’inverno o come può presentarsi il mare al primo appuntamento. Chiaro come le lacrime, dopo una bella emozione. Ormai era pronto ad eccezione di alcuni capitoli. Ciò che non era pronto, ero io. La mia esperienza era poca, e quando l’esperienza è poca titubare è facile. Non ebbi più alcun dubbio sul da farsi dopo i primi mesi del 2020. Sapevo che dovevo terminare, sapevo che era corretto. Sapevo che a qualcuno sarebbe potuto essere d’aiuto. Ripresi da quel cassetto la bozza, la rilessi, la stravolsi. Aggiunsi un altro anno di esperienza, poi due. Perché rileggendolo e rileggendolo passo un altro anno, e ormai il titubare non mi apparteneva più. Gli ultimi ritocchi si fecero sentire, non affrettai il risultato, ero cosciente che quando era pronto, poteva soltanto significare una cosa: che era pronto! Nacque cosi, un’esperienza racchiusa in 180 pagine. 180 pagine che hanno il sapore di verità, verità che sta scomparendo dai nostri vocabolari.

28/02/2019 HO CAPITO DI ESSERE UN ROBOT, non il mio libro ma un libro, non l’esperienza ma la mia esperienza, non la verità ma la mia verità

Se siete curiosi di conoscere la mia storia: VAI NELLO STORE

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